Il mandolino nella musica popolare del Ticino (una breve introduzione)
di
Stefano Fedele

Articolo pubblicato sulla rivista della Società per la musica popolare in Svizzera. L'articolo compare anche sulla rivista della "Società Svizzera di etnomusicologia CH-EM"



La comparsa del mandolino come strumento di musica popolare sul territorio è poco documentata, si suppone sia dovuta all’emigrazione di italiani che, dalla seconda metà dell’ottocento, venivano a lavorare per le nascenti industrie, ma anche da agricoltori e artigiani emigrati.
Lo strumento ancora in uso oggi è il mandolino di tipo napoletano, come tutti quelli che ho trovato, costruiti tra la fine dell’ottocento e i primi del novecento. Un fatto curioso è che non ci sono altri tipi di mandolino prima di questo periodo: l’assenza del mandolino di tipo milanese (a sei corde doppie) in Ticino, nonostante l’ampia diffusione in tutta la Lombardia già a partire dall’ultimo quarto del settecento e spesso usato anche per la musica popolare, è sicuramente strana.
In breve tempo il mandolino si diffonde in Svizzera, probabilmente attorno ai circoli degli emigranti italiani. Le nascite di “circoli” e di “orchestre” a plettro sono ben documentate e danno un valore indicativo sul numero di esecutori, che soprattutto agli inizi suonavano “a orecchio”, senza conoscere la musica; per citarne alcuni fra i più vecchi: Il circolo di Paradiso, con una sessantina di musicisti, alla fine dell’ottocento; quello di Bellinzona fondato nel 1898; il circolo di Basilea fondato nel 1913 (prima come Doppelquartett “Florenzia”)1. A partire dalla fine degli anni settanta, forse influenzati dal fenomeno del folk revival in Italia, nascono in Ticino nuove formazioni a plettro.
Molti suonatori si trovavano in piccoli gruppi per suonare musica popolare e canzonette dell’epoca per allietare le serate, accompagnati da una chitarra, strumento quasi sempre presente insieme al mandolino, a imitazione dei suonatori delle “Bandelle” che provenivano in gran parte dalle Bande2 e si riuniscono per il piacere di suonare insieme.
Attorno ai laghi, Ceresio e Verbano, si diffondono le piccole formazioni: duo, trio e a volte quartetto, che suonavano dopo il lavoro fino a tarda notte, accompagnando il canto, con qualche serenata, di cui oggi si conoscono solo quelle d’autore.
Tra le formazioni va ricordato il Duo di Riva, a partire dal 1930, con Isidoro “Dorin” Frigerio al mandolino e Vittorio Pozzi alla chitarra, in seguito con Brenno Brenna alla chitarra3. Brenna più tardi fece parte anche del Trio di Gandria4 al quale per i “servizi” importanti si aggiungeva spesso proprio “Dorin” Frigerio al mandolino, formando un grande trio, che di fatto era un quartetto…
Le composizioni popolari per mandolino sono poche, in genere provengono dai repertori delle bandelle e da altre formazioni strumentali dove è presente il violino, tramandate oralmente, visto che molti musicisti non sapevano leggere la musica. Il repertorio attuale dei mandolinisti ripercorre in gran parte il repertorio di “Dorin” Frigerio, e viene ampliato utilizzando le stesse fonti: le riviste pubblicate in Italia all’inizio del novecento con trascrizioni di danze popolari e a volte nuove composizioni; i vecchi repertori delle bandelle, con musiche da ballo che si basano su canzoni e canzonette o altri temi popolari riportati dagli emigranti che tornavano dalla Francia.




1 Altre fonti parlano di un Mandolinen-Verein già nel 1900.   
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2 La prima filarmonica in Ticino è Bellinzona, fondata nel 1785.   
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3 Il duo in seguito venne ribattezzato, grazie a Sergio Maspoli, Duo Morcotese.   
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4 Il Trio (1938-1980) era formato in origine da: Pino Gobbi, Pierino Guglielmetti, Germano Giambonini. Quest’ultimo venne sostituito prima da suo fratello Armando fino al 1946, poi da Tullio Bordoni e dal 1956 da Brenno Brenna.   
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